Il nodo gordiano
Italia, settembre 1943: un Paese viene tagliato in due e ricucito altrove, da mani esterne. Da quella ferita, secondo Maria Micaela Bartolucci, nasce il nodo che ottant'anni dopo ancora ci stringe. Il libro è una diagnosi: lucida, sistematica, senza sconti. L'americanizzazione dell'Italia non è stata un'invasione di prodotti, ma una sostituzione di immaginari — un cambio di software collettivo orchestrato da chi conosce le tecniche dell'arcana imperii contemporanea. Distrarre, dividere, controllare. E quando la realtà smentisce il racconto del potere, occorre prima cancellarla, poi sostituirla con un'altra fatta su misura. Bartolucci ricostruisce il dispositivo passando per Tacito e Berkeley, Heidegger e gli archivi della Guerra Fredda. Il risultato è un saggio breve ma denso, l'architrave teorico di Edizioni Rosi: come si fabbrica oggi ciò che chiamiamo realtà pubblica.